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Le aziende temono che il futuro personale di supporto di GitLab in Cina e in Russia possa rubare i propri dati o essere costretto dai servizi di intelligence stranieri a trasmettere segreti commerciali.

 

La piattaforma di code hosting GitLab sta valutando la possibilità di bloccare nuove assunzioni da paesi come Cina e Russia.

Eric Johnson, vicepresidente di ingegneria presso GitLab, ha affermato che le discussioni sul divieto di nuove assunzioni dalla Cina e dalla Russia sono iniziate dopo che i clienti delle imprese hanno espresso preoccupazione per il clima geopolitico dei due paesi.

Se approvato, il divieto di assunzione si applicherà solo a due posizioni, vale a dire Site Reliability Engineer e Support Engineer..

Il dirigente di GitLab ha affermato che queste due posizioni del personale  hanno pieno accesso ai dati della clientela, cosa di cui i clienti hanno timore.

Johnson ha affermato che GitLab non ha “un modo automatico” per supportare un sistema di autorizzazione all’accesso ai dati per i dipendenti basato sul loro paese di origine.

“Ciò ci costringerebbe anche a confrontarci con la possibilità di creare una seconda classe di amministratori suddivisi in determinate squadre che non abbiano pieni poteri”, ha affermato Johnson.

Il nuovo “divieto di assunzione” non è ancora definitivo. Le conversazioni aperte sull’argomento sono iniziate il mese scorso e dovrebbero concludersi il 6 novembre.

Le discussioni sono iniziate il giorno successivo alla pubblicazione del rapporto di CrowdStrike,  in cui si raccontava come degli agenti cinesi di spionaggio informatico avevano reclutato addetti ai lavori presso aziende occidentali al fine di rubare la proprietà intellettuale e aiutare le società statali cinesi a costruire l’aereo Comac C919, un concorrente Boeing.

Esiste un timore generale secondo cui le agenzie di intelligence russe e cinesi potrebbero utilizzare lo stesso procedimento e gli stessi agenti per costringere il personale GitLab a consegnare i dati appartenenti alle società occidentali.

In un post di HackerNews, Sid Sijbrandij, CEO di GitLab, ha affermato che la compagnia non impiega attualmente personale di supporto proveniente dalla Cina o dalla Russia, quindi il divieto futuro non porterà a perdite di posti di lavoro.

Sulla base delle opinioni condivise dal personale di GitLab , il divieto sarà probabilmente approvato quando il periodo di consultazione pubblica si concluderà.

Una volta approvato il nuovo divieto di assunzione, i membri del personale di supporto di GitLab non sarebbero autorizzati a trasferirsi in Cina o Russia.


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